Cosa fare in caso di prestito rifiutato e quali sono le cause

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In caso di prestito rifiutato da parte della banca, dopo aver fatto un’apposita richiesta e dopo che l’istituto di credito ha verificato se siamo in grado di restituire la cifra finanziata, è possibile sapere come rimediare, attraverso delle specifiche soluzioni. Di fronte ad un apparente finanziamento rifiutato senza motivo, ci vengono in mente molte domande: “dopo quanto posso riprovare?”, “posso chiederne un altro?”. Ecco una guida che ci aiuta a districarci tra la burocrazia, per capire anche che cosa dicono le normative a questo riguardo.

Cosa fare

Se la richiesta di un prestito viene rifiutata, bisogna far trascorrere un po’ di tempo, prima di presentarsi di nuovo anche in un’altra banca. Tutte le informazioni vengono infatti segnalate al CRIF. È un organo che gestisce tutte le informazioni relative al credito e anche quelle relative al nostro prestito rifiutato vengono conservate negli archivi per circa 30 giorni. Lasciamo passare quindi almeno un mese e poi possiamo rivolgerci ad un’altra banca.

Cerchiamo la possibilità di avere un garante, una persona capace di intervenire se il cliente che chiede un prestito possa trovarsi in difficoltà economica. Il garante deve avere una situazione finanziaria stabile e deve poter contare su un reddito da sottoporre a verifica da parte dell’istituto di credito. Un’altra soluzione potrebbe essere ad esempio quella del prestito con cessione del quinto, con cui la banca detrae la rata da pagare direttamente dallo stipendio o dalla pensione.

Finanziamento non accettato: cause

Molti sono i motivi che possono portare una banca a non accettare la richiesta di un prestito o di un finanziamento. Ecco di quali ragioni si può trattare:

  • Situazione patrimoniale insufficiente – La banca può ritenere che il reddito del richiedente non sia sufficiente a garantire il rimborso del prestito. Generalmente teniamo presente che la rata del prestito non deve superare un terzo del guadagno mensile di un cliente;
  • Lavoro precario – Se la situazione lavorativa del cliente è precaria o si ha soltanto un contratto a tempo determinato, la banca può rifiutare il prestito;
  • Cattivi pagatori – A volte nel database comune che consultano tutte le banche si è stati segnalati come cattivi pagatori per aver ritardato il pagamento di almeno due rate e quindi la banca non vuole esporsi a rischi (vi sono però anche istituti che erogano finanziamenti a protestati e cattivi pagatori grazie alle garanzie alternative);
  • Altri prestiti – A volte si è già fatto un prestito in precedenza che è ancora in corso e quindi la banca non vuole accumulare una situazione di sovraindebitamento che comporterebbe la difficoltà del cliente di pagare le rate;
  • Garante inadatto – La banca può rifiutare un prestito anche se si presenta un garante segnalato come cattivo pagatore o come protestato. A volte semplicemente il garante non può essere in grado di dimostrare di avere una situazione patrimoniale stabile, a cui fare ricorso in caso di mancato pagamento da parte del cliente;
  • Rifiuto nei 30 giorni precedenti – La banca può controllare nel database comune e trovare un rifiuto per un altro prestito ricevuto nei 30 giorni precedenti. In questo caso potrebbe non accettare la richiesta del finanziamento;
  • Prestito rifiutato perché non censito – A volte non abbiamo mai richiesto un prestito precedente, eppure la nostra richiesta di finanziamento viene rifiutata. In questo caso può succedere che manchino del tutto delle informazioni in merito al cliente e la banca non può verificarne l’affidabilità.

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