Prestiti Personali per Cattivi Pagatori: 3 soluzioni

Chiunque, per qualsiasi motivo, non sia riuscito a rimborsare un prestito o abbia subito un protesto sa bene quanto possa essere complicato ottenere un finanziamento. Si sa, infatti, che prima di deliberare un finanziamento, banche o società finanziarie, valutano la credibilità finanziaria del cliente attraverso il CRIF (Centrale Rischi Finanziari) o il CTC (Consorzio Tutela del Credito): nel caso in cui chi richiede un prestito abbia subito un protesto o un pignoramento di beni mobili o immobili, e rientri quindi nel novero dei cattivi pagatori, l’ottenimento del finanziamento sarà abbastanza problematica.

I dipendenti, pubblici o privati, chi insomma può contare su uno stipendio fisso mensile, ma anche i pensionati, possono ricorrere alla cessione del quinto o al prestito delega, ma anche al prestito cambializzato.

Cessione del Quinto

La cessione del quinto, così come il prestito personale, è una forma di prestito personale a tasso fisso con rimborso a rate costanti. A differenza degli altri prestiti, però, le rate vengono rimborsate tramite un addebito diretto in busta paga o sul cedolino della pensione e la rata mensile non può superare, come si intuisce dal nome del finanziamento, il quinto (20%) dello stipendio o della pensione. Il finanziamento può essere rateizzato per un massimo di 10 anni (120 rate) Si tratta quindi della soluzione privilegiata da chi, per un motivo o per un altro, rientra nel novero dei protestati o cattivi pagatori dal momento che si rimuovendo alla radice la possibilità del mancato rimborso della rata la banca o la finanziaria non avrà necessità di reperire informazioni sull’affidabilità del nuovo cliente.

Prestito Delega

Il prestito delega è noto anche come doppio quinto e permette ai cattivi pagatori di andare oltre il limite del 20% dello stipendio fissato nella cessione del quinto, arrivando fino al 50% dello stipendio. Trattandosi di un finanziamento non finalizzato non bisogna indicare o specificare le finalità del prestito.  Anche in questo caso la durata massima è di 120 mesi (si può rinnovare prima della scadenza, ottenendo così un nuovo finanziamento) ed è possibile accedere al prestito delega anche con altri finanziamenti o pignoramenti.

Prestito Cambializzato

Il prestito cambializzato, anche questo rientrante nella categoria dei prestiti personali non finalizzati, consente di rimborsare il finanziamento alla banca che lo ha concesso attraverso la sottoscrizione di cambiali (titoli di credito esecutivi). Pur non prevedendo la verifica della situazione debitoria di chi richiede il prestito, la banca pretende, ovviamente, delle garanzie. Nel caso di mancato pagamento della cambiale,  il creditore può procedere direttamente con un pignoramento, senza necessità di ricorrere al tribunale, o chiedere un decreto ingiuntivo. Nel caso di dipendenti statali, pubblici e di aziende private si potrà ricorrere al pignoramento del TFR o di una polizza vita.

Un po’ più complicate le cose per chi, invece, un fisso mensile non ce l’ha. In questo caso le soluzioni possono essere due: si può ricorrere alla fideiussione, cioè a un “garante personale”, un terzo soggetto – chiamato, appunto, fideiussore – che si assuma la responsabilità del pagamento delle rate se chi contrae il debito è più in grado far fronte ai propri impegni. Dopo aver rimborsato il debito, il fideiussore potrà comunque rivalersi sul debitore inadempiente per recuperare la somma versata.

Un cattivo pagatore che non possieda una busta paga può infine utilizzare i propri beni come garanzia del finanziamento.  Esistono infatti diverse banche e finanziarie che concedono finanziamenti assistiti da ipoteca: in tal caso, chi richiede il prestito deve mettere un immobile di proprietà a garanzia del prestito, con la banca beneficiaria dell’ipoteca.

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