Piano di Ammortamento di un Leasing

leasing

Il leasing è una forma di finanziamento in cui l’utilizzatore ottiene la disponibilità di un bene da un concedente in cambio di un canone periodico. Il bene, funzionale allo svolgimento dell’attività dell’utilizzatore, potrà essere riscattato al termine del contratto, dietro pagamento di una somma prestabilita più bassa rispetto al valore di mercato (riscatto del leasing).
Il leasing è una forma di finanziamento molto utilizzata da professionisti, imprese e amministrazioni pubbliche che possono così disporre di beni necessari alla propria attività produttiva (veicoli, aerei e navi ma anche capannoni, laboratori, stabilimenti, uffici, negozi, macchine da lavoro, macchine per ufficio, macchine utensili, macchinari per l’edilizia) senza andare a incidere in maniera sostanziale sulle disponibilità finanziarie. Il bene rimane infatti di proprietà della società concedente per tutta la durata del contratto, e passa all’utilizzatore solo se quest’ultimo al termine dello stesso esercita l’opzione di riscatto.

Il leasing può essere finanziario e operativo. Il leasing finanziario è un contratto in cui un concedente (generalmente una società finanziaria) acquista i beni da concedere in leasing all’utilizzatore per un periodo di tempo prestabilito.
Il leasing operativo è una sorta locazione finanziaria che permette all’utilizzatore di disporre del bene trasferendo al concedente i rischi di invecchiamento per tutta la durata del contratto. Non prevede un’opzione di riscatto e può essere realizzato da un intermediario finanziario, da un intermediario non finanziario o direttamente dal produttore del bene.
Le operazioni di leasing prevedono il pagamento di un “maxi canone” alla stipula del contratto (il cui importo è generalmente superiore rispetto al canone periodico stabilito), dei canoni periodici (mensili, bimestrali, trimestrali…) e il riscatto, ossia il prezzo che l’utilizzatore dovrà pagare per ottenere la proprietà del bene alla fine del contratto.

Il contratto di leasing

Il contratto di leasing ha una durata generalmente rapportata alla durata tecnico-economica del bene e può essere equiparato, nella sua struttura, a un mutuo. Stipulare un contratto di leasing equivale quindi a stipulare un contratto di finanziamento nei confronti della società di leasing.
Il contratto deve indicare il costo del bene (iva compresa) e una sua descrizione; la durata del contratto; le modalità di pagamento (posticipato o anticipato) e la periodicità dei canoni (mensile, bimestrale, trimestrale, ecc.); il numero e l’importo dei canoni a carico del cliente; eventuali servizi o spese accessorie (assicurazione, spese di istruttoria, di gestione, assistenza e manutenzione); il tasso di interesse che verrà applicato per calcolare la remunerazione aggiuntiva alla mera restituzione dell’esborso del finanziatore; l’importo dell’anticipo da versare al momento della stipula; la modalità di pagamento del fornitore da parte della società di leasing (ad esempio 10% all’ordine e saldo a 30 giorni dopo la consegna e collaudo); l’importo da pagare per riscattare il bene (calcolato in percentuale sul costo originario del bene, con una media variabile tra lo 0,7% ed il 12,7% a seconda della tipologia del bene e del profilo di rischio dell’operazione).
Prima di finalizzare il contratto è prevista una fase istruttoria in cui, come avviene per i prestiti o i mutui, il concedente valuta l’attendibilità dell’utilizzatore, e una fase di perfezionamento. Al momento della stipula del contratto, l’utilizzatore versa l’anticipo e viene fatto l’ordine al fornitore. Segue quindi la consegna del bene ed, eventualmente, l’installazione e il collaudo.

Il calcolo del piano di ammortamento di un leasing

Il calcolo della rata in un contratto di leasing dipende dal bene concesso in uso (autoveicolo, attrezzatura, macchinario, immobile) e l’importo dipende da una serie di fattori: oltre ovviamente al tasso di interesse nominale, bisogna calcolare lo sconto iniziale eventualmente concesso dal rivenditore, l’anticipo in contanti e il valore residuo stimato del bene al termine del contratto di leasing.
Oltre ai costi accessori tipici dei finanziamenti ‘tradizionali’ (spese di incasso, oneri assicurativi, ecc.) sulle rate grava anche l’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto).
Se ad esempio si prende in leasing un’autovettura, la rata viene determinata in questo modo: prezzo di listino meno Sconto o Ritiro usato meno Anticipo o Maxicanone meno Valore residuo finale diviso il numero delle rate. A questo importo devono quindi essere aggiunti gli oneri finanziari e l’ IVA.
Ad esempio, se si prende a leasing un’autovettura nuova che ha un prezzo di listino di 25.000 (iva esclusa), si ottiene uno sconto per ritiro dell’usato di 2.000, si versa un anticipo di 6.000 euro, il numero delle rate è 36 ed il valore residuo finale, cioè al termine dei 36 mesi, è il 40% del prezzo di listino (10.000 euro), allora la prima parte della rata è: (25.000 – 2.000 – 6.000 – 10.000 ) : 36 = 195 euro.
Gli oneri finanziari, nel caso delle autovetture, vengono solitamente determinati moltiplicando il capitale finanziato per un coefficiente, chiamato lease factor, ottenuto dividendo per 2400 il tasso nominale di interesse annuo, su qualsiasi numero di rate.
Se il tasso annuo è il 9% allora per ottenere il lease factor si otterrà così: 9 : 2400 = 0.00375.
In questo modo otterremo gli oneri fiscali da abbinare alla rata e, quindi, tenendo in considerazione la somma finanziata al netto di sconti e anticipi, otterremo: (17.000+ 10000) × 0.00375 = 101 euro.
Infine si va ad aggiungere l’IVA che è del 20% e corrisponde a 59,2 euro – dato da (195+101)×20%
Sommando il tutto si ottiene l’importo della rata: 195+ 101 +59,2 = 355 euro.
Ovviamente più elevati sono l’anticipo e lo sconto rivenditore più bassa sarà la rata.

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