Come si calcola il TAN

Quando si stipula un contratto per un prestito o un mutuo, una delle prime voci cui prestare attenzione è quella del tasso di interesse. Esso, in sostanza, va ad indicare quanto pagheremo, in percentuale, quel finanziamento: in altre parole, quanti soldi si dovranno versare oltre al rimborso della somma presa in prestito. Cerchiamo di chiarire in cosa consiste il TAN, come va calcolato e perché non è sufficiente ad avere un quadro chiaro di quanto si pagherà a fine contratto.

Il TAN (tasso annuo nominale) è il tasso di interesse puro espresso sul credito concesso al cliente. È utilizzato per calcolare la quota interessi che il debitore dovrà corrispondere al finanziatore. Si tratta di un tasso puro nel senso che quando si effettua un calcolo del TAN non vengono inclusi gli oneri accessori quali le provvigioni, le spese e le imposte.

Il TAN rappresenta l’interesse annuo calcolato sul prestito, cioè la somma in più che il creditore maturerà annualmente sull’importo erogato, tuttavia esso non viene versato in un’unica soluzione ma viene spesso suddiviso in ogni rata. In base al piano di ammortamento stabilito con la banca che concederà il prestito o il mutuo, la quota di interesse applicata a ciascuna rata potrebbe anche variare – si tratta infatti di un tasso che può essere fisso o variabile. Proprio per questo, in alcuni casi – come nel cosiddetto ammortamento alla francese, molto diffuso nel nostro paese – le prime rate sono più pesanti, per diminuire con l’avanzare dei pagamenti, fino a quando si esaurirà del tutto nelle ultime che corrisponderanno alla sola quota capitale.

Il Tan non è il tasso di interesse effettivo di un prestito o un mutuo e infatti anche se un prestito viene presentato come a tasso zero, bisogna sempre calcolare le spese accessorie, che vengono comprese nel TAEG (tasso annuo effettivo globale), l’indicatore che esprime l’effettivo costo del finanziamento a carico del cliente. Nel TAEG vengono ad esempio conteggiate le spese di apertura pratica, gestione, spese di incasso rata e vari: per questo deve essere inserito, oltre che nei contratti, anche negli annunci pubblicitari e negli avvisi al pubblico, specificando il periodo di validità delle offerte.

La seguente tabella ci illustra con un esempio la differenza tra questi due indicatori.

  ESEMPIO 1 ESEMPIO2
Importo richiesto 10.000 € 10.000 €
Durata 60 mesi 60 mesi
Importo rata 193,33 € 206,66 €*
Spese apertura pratica, gestione e vari 800 €
  6,00 % TAN 7,60 % TAEG
*Rata = 193,33 € + (800 € : 60 mesi ) = 206,66 €

 

Di seguito riportiamo un esempio al fine di chiarire la differenza tra TAN e TAEG.

Per il TAN il calcolo è in regime di capitalizzazione semplice, ossia si moltiplica per 12 il tasso mensile:

TAN = tasso mensile x 12 = 0,5% x 12 = 6,00 %

TAN annuo = tasso mensile x 12 = 0,005 x 12 = 0,006 > espresso in % > x 100 = 6,00 %

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