Finanziamenti e Mutui per Energie Rinnovabili: cosa sono e come funzionano

prestiti per energie rinnovabili

Nell’ultimo decennio l’interesse per il fotovoltaico e per le energie rinnovabili è cresciuto notevolmente anche in Italia. Al 2015, il fabbisogno nazionale veniva soddisfatto per circa un terzo da fonti non combustibili: un dato al tempo stesso incoraggiante, poiché denota un impegno sempre crescente, e deludente, poiché la percentuale dovrebbe auspicabilmente essere molto più alta. Cosciente di ciò, lo Stato ha prorogato gli incentivi per i privati che siano propensi all’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire come ottenere i maggiori vantaggi a livello economico da tali installazioni.

Cosa si intende per energie rinnovabili

Tra le energie rinnovabili per cui è possibile richiedere un finanziamento non vi è solo quella solare associata ai pannelli fotovoltaici. Si parla anche di pale eoliche, impianti solari termici, geotermici, ad alimentazione idroelettrica o derivante da biomasse. Certo è, tuttavia, che a livello domestico e condominiale la scelta più comune ricada proprio sui pannelli, utili sia a produrre energia elettrica che a scaldare gli ambienti nei mesi invernali. Per approfittare al massimo dei finanziamenti, è possibile inoltre integrare due o più tecnologie. Unendo la pompa di calore ai pannelli fotovoltaici, ad esempio, si avranno a disposizione riscaldamento ed elettricità a consumi (e costi in bolletta) ridottissimi.

Gli incentivi statali per il 2017

Se il Conto Energia ha cessato di esistere nel 2013, gli incentivi statali per l’installazione di impianti ad energie rinnovabili sono stati proposti nuovamente di anno in anno. L’ultima proroga risale alla Legge di Stabilità 2017, che permette di approfittare di detrazioni sulle imposte del 50% per quanti investano sul green nell’arco del suddetto anno, quota che sale al 65% per i condomini, le cui agevolazioni dureranno fino al 2021. Tra le voci di spesa che si possono dedurre, vi sono quelle di manodopera, di acquisto degli impianti stessi e, nel caso sia necessario, di un professionista quale architetto o ingegnere che assista il cliente nell’ottenimento delle dovute autorizzazioni. Ogni anno e per un massimo di dieci anni, il richiedente può compilare la propria dichiarazione dei redditi con i dati circa l’immobile nel quale si stanno installando i pannelli fotovoltaici, in modo da detrarre le spese secondo quanto stabilito dalla normativa.
Infine, va segnalato che è possibile usufruire dell’IVA agevolata al 10% sull’acquisto degli impianti.

Finanziamenti e mutui a tassi agevolati da Banche e finanziarie

Approfittando dell’interesse attorno al tema delle energie rinnovabili, molti istituti di credito hanno creato appositi mutui e finanziamenti per chi vuole investire in tal senso. La durata dei prestiti non supera in genere i 10 o, al massimo, i 15 anni, in relazione al fatto che i pannelli fotovoltaici possono mantenersi tutt’al più per questo lasso di tempo. I tassi di interesse e le spese accessorie hanno però costi molto vantaggiosi rispetto a un normale prestito personale ed è questo che, assieme agli incentivi statali, attrae molte persone. Un’altra caratteristica che concorre al successo di questo tipo di prestito è il fatto che spesso viene finanziato il 100% della spesa per gli impianti ad energia rinnovabile, senza contare che spesso si tratta di prestiti chirografari, ossia senza la necessità di garanzie reali, che sono spesso stringenti.
Tra gli istituti di credito che offrono soluzioni vantaggiose troviamo:

  • Findomestic. La finanziaria propone un prestito a tasso fisso di massimo € 60.000 che può coprire il totale dell’investimento; il TAEG è tra l’6 e il 9,87% e la durata è sotto agli 8 anni. Con Findomestic, si può inoltre usufruire del Cambio rata o Salta rata.
  • Unicredit. Unicredit Banca offre diverse soluzioni in questo senso. Con CreditExpress Risparmio Energetico, ad esempio, si potranno chiedere dai € 5.000 ai € 75.000 da rimborsare in 3-10 anni con rate arrotondate ad un tasso fisso del 6,50%.
  • Ubi Banca. Diversamente dagli altri istituti di credito, Ubi Banca propone finanziamenti fino a 20 anni sotto forma di prestiti chirografari o mutui fondiari che andranno a coprire l’intero importo dell’investimento. La banca prevede inoltre un pre-ammortamento di sei mesi o il rimborso della prima rata dopo 180 giorni.

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