Crowdfunding: le piattaforme lending based in Italia

crowdfunding in Italia

Il prestito tra privati tramite piattaforme online (noto anche come social lending o lending based crowdfunding), rappresenta un’alternativa diretta a un prestito bancario e permette a famiglie e piccole imprese di essere finanziate, invece che da un unico soggetto come una banca, direttamente da una moltitudine di persone disposte a prestare. Gli investitori – generalmente singoli individui, società che offrono servizi di gestione patrimoniali, investitori istituzionali o banche – fanno offerte segnalando il tasso d’interesse al quale sarebbero disposti a prestare. I richiedenti accettano quindi le offerte di prestito che presentano il tasso d’interesse più basso. L’incontro tra domanda e offerta avviene su una piattaforma informatica che valuta il merito di credito dei debitori e gestisce i flussi di pagamento tra le parti.
Nonostante le modalità in apparenza informali, l’operatività dei gestori dei portali online di lending based crowdfunding è regolata dalle medesime norme che disciplinano attività quali l’attività bancaria, raccolta del risparmio presso il pubblico, concessione di credito nei confronti del pubblico, mediazione creditizia, prestazione dei servizi di pagamento. Le attività dei gestori dei portali che si occupano di prestiti tra privati sono state disciplinate dalla Banca d’Italia nel 2016 nell’ambito delle nuove “Disposizioni in materia di raccolta del risparmio da parte dei soggetti diversi dalle banche”, finalizzate a rafforzare la tutela dei risparmiatori che prestano fondi a soggetti diversi dalle banche.
Tra i vantaggi di questa forma di finanziamento vi sono senza dubbio la maggiore flessibilità dei tassi d’interesse; la possibilità di ottenere un prestito dopo che una banca non aveva voluto concederlo; una soglia minima del prestito estremamente bassa, che incoraggia un ampio pubblico di prestatori a partecipare.
Le piattaforme di crowdfunding hanno il dovere di tutelare gli interessi sia delle imprese sia degli investitori e per questo, per ogni richiesta di prestito è di rigore la due diligence e la richiesta dei conti finanziari e un quadro dei risultati d’esercizio; il loro guadagno proviene da commissioni proporzionali all’importo del debito e dell’ammontare investito.
Il rimborso del prestito avviene attraverso il pagamento di rate composte da una quota capitale e da una quota interessi. La durata dei contratti varia da pochi mesi a cinque anni, ma è quasi sempre possibile rimborsare anticipatamente il prestito senza spese.
Tra le piattaforme di lending based crowdfunding attive in Italia troviamo Smartika, Prestiamoci, Soisy e Bondora (attive nel campo dei finanziamenti ai privati), Terzo Valore (dedicata al mondo del non profit); Lendix, Borsa del Credito e PrestaCap sono invece indirizzate alle imprese.

 

 


Immagine di Lostintheredwoods (CC) via Flickr

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