Cancellazione protesti: come richiederla

cancellazione protesto

Quando si ritarda un pagamento di una cambiale o si emette un assegno senza alcuna copertura finanziaria, si andrà incontro certamente alla levata del protesto con annessa iscrizione al “Registro informatico dei protesti”. La persona che viene iscritta in questo Registro avrà delle conseguenze molto pesanti in quanto, per esempio, ben difficilmente potrà accedere a forme di finanziamento, come i mutui. Regolarizzando la propria posizione, però, è possibile richiedere la cancellazione da questo Registro e tornare ad essere visti come affidabili dal punto di vista finanziario.

Cancellazione protesti: come fare

Sono due le vie che le persone possono seguire per cancellare il protesto. La prima è sicuramente la più semplice e può essere seguita solamente se la propria posizione viene sanata entro un anno dall’alzata del protesto. In questo caso è sufficiente inoltrare un’istanza di cancellazione presso l’Ufficio Protesti della Camera di Commercio della propria zona.
La richiesta sarà vagliata e se accolta comporterà l’immediata cancellazione del proprio nome dal Registro informatico dei protesti. L’intera procedura dura all’incirca 20 giorni.

Se, invece, la regolarizzazione della propria posizione avviene solamente dopo un anno dal protesto, le persone dovranno ottenere la cosiddetta “riabilitazione” che si può ottenere solamente attraverso il Tribunale, fermo restando che nel frattempo non devono essere subentrati ulteriori protesti. Il ricorso deve essere quindi presentato davanti al Presidente del Tribunale del luogo di residenza della persona interessata. Trattasi di una semplice istanza e non è necessario affidarsi ad un avvocato. Nello specifico, il ricorso deve essere presentato presso l’ufficio della volontaria giurisdizione del Tribunale competente.

Il ricorso deve includere i dati del richiedente, il titolo protestato e deve essere specificata esplicitamente la richiesta di riabilitazione con la dimostrazione di aver effettuato il pagamento del credito e di non aver in corso altri potresti. Per dimostrare la propria posizione è sufficiente allegare una visura camerale dell’interessato che evidenzi la presenza solamente del protesto da cancellare. Assieme all’istanza, gli interessati dovranno allegare la quietanza liberatoria del creditore che attesta la regolarizzazione del pagamento del credito. Solitamente ci vogliono 20 giorni per l’esame dell’istanza. Se il Presidente del Tribunale accoglie la richiesta, pronuncerà un decreto di liberalizzazione che autorizza la Camera di Commercio a cancellare dal Registro dei protesti il richiedente. Se l’istanza per qualche motivo dovesse essere rigettata, l’interessato potrà procedere con un ricorso presso la Corte d’Appello entro 10 giorni. Il decreto di riabilitazione è pubblicato nel Bollettino dei protesti ed è reclamabile entro 10 giorni dalla pubblicazione. L’interessato dovrà depositare la copia autentica del decreto presso l’ufficio protesti della Camera di Commercio che procederà, così, alla cancellazione definitiva.

Con la cancellazione, il protesto sarà come se non fosse mai esistito.

I nostri partner

Istituti presenti su internet con offerte legate a prestiti e finanziamenti.
(L’elenco è indicativo e non esaustivo, non tutte le finanziarie hanno una relazione con Finanziamenti.it)

TRIBOO Copyright © 2018 Triboo Direct, tutti i diritti riservati. Realizzato da Triboo Direct S.r.l. - viale Sarca 336 Ed.16 - 20126 Milano Partita IVA n. IT09290830968