Fido bancario: che differenza c’è rispetto al prestito?

fido bancario o prestito personale

Il fido bancario o affidamento è uno strumento di credito che la banca concede ai propri correntisti, per consentire loro di usufruire di una somma di denaro, generalmente non superiore ai 5 mila euro per i clienti privati (molto di più per le imprese, anche in assenza di liquidità sul conto corrente.
La Banca d’Italia definisce il fido, conosciuto anche come “scoperto di conto”, come

“Una somma che la banca, su richiesta del cliente, si impegna a mettere a sua disposizione oltre il saldo disponibile. Il contratto può prevedere il pagamento di interessi sulle somme utilizzate e una commissione onnicomprensiva”.

A differenza del prestito che è un’operazione attraverso la quale il credito viene erogato concretamente al cliente in un’unica soluzione e poi rimborsato in base a un piano di ammortamento prestabilito, il fido è una “promessa di credito” che il cliente può utilizzare o meno in base alle proprie esigenze. Non c’è, insomma, l’obbligo di utilizzare interamente la cifra del fido, bensì è possibile utilizzare solo quanto necessario.
La banca, quindi, mantiene a disposizione del suo correntista una somma di denaro che gli consente di prelevare denaro dal proprio conto anche se il saldo è negativo, entro i limiti dell’importo pattuito.
Altra differenza sostanziale tra fido e prestito risiede nelle diverse finalità dei due strumenti. In genere, il fido è utilizzato per la gestione ordinaria e quindi viene utilizzato per un breve lasso di tempo, mentre il prestito viene considerato uno strumento più adatto a supportare investimenti e attività di medio e lungo periodo.
Un’altra notevole differenza rispetto al prestito bancario risiede nel fatto che i costi sullo scoperto di conto vengono applicati solo in base a quanto viene effettivamente utilizzato. Bisogna tuttavia sottolineare che i tassi d’interesse applicati sono superiori rispetto a quelli applicati agli altri tipi di finanziamento. Sono previste anche delle penali in caso di periodi prolungati di scoperto. Sul fido gravano poi molti altri costi, che lo rendono uno degli strumenti di credito più costosi. Oltre al tasso d’interesse applicato all’operazione di finanziamento, bisognerà innanzitutto tenere d’occhio il tasso extra fido, applicato quando si “sconfina” il tetto prefissato dall’istituto di credito. Se, insomma, si eccede il massimale stabilito con la banca, c’è il rischio di imbattersi in una spesa non calcolata in precedenza: il tasso d’interesse concordato con la banca potrà infatti essere aumentato di oltre 2-3 punti base.
A tutti i conti che al termine di un trimestre presentino uno sconfinamento superiore ai 500 euro per una durata temporale superiore ai 7 giorni viene poi applicata la commissione d’istruttoria veloce, che varia di banca in banca ma può essere molto salata, alla quale si aggiungono anche gli interessi passivi sul periodo di sconfinamento.
Altre commissioni ed oneri economici applicati a questo prodotto bancario che il cliente deve tenere in debita considerazione sono: la “Commissione di disponibilità immediata fondi” (DIF), applicata su tutto il fido richiesto, richiede inoltre il pagamento di una tassa fissa e trimestrale su tutta la cifra richiesta. Se ad esempio si richiede un fido di 8 mila euro si andrà a pagare un DIF dello 0,450% pari a 36 euro. Se il fido è di 10 mila euro, la commissione di disponibilità fondi andrà a incidere per 200 euro annui (ovvero, lo 0,50% a trimestre – 50 euro – per 4 trimestri).
Questa tassa, insomma, viene calcolata sull’importo del fido concesso, a prescindere se il richiedente lo utilizza o meno. Per questo conviene sempre calcolare bene di quale cifra si può avere effettivamente bisogno e non chiedere più di quanto si può utilizzare per evitare di pagare più tasse.
In ultima analisi, insomma, il fido rappresenta una forma di credito ‘alternativa’ molto pratica, ma può costare molto cara. Occorre pertanto valutare quanto effettivamente ci sia indispensabile e se non sia il caso di ricorrere a un altro tipo di finanziamento.

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