Tasso BCE: cos’è e conseguenze sui mutui a tasso variabile

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C’è sempre una grande confusione riguardo ai mutui e, in particolare, riguardo a quelli a tasso variabile. Questo perché a determinare l’importo della rata è l’oscillazione del tasso cui si fa riferimento. Come capire se il mutuo che si sta stipulando è conveniente? Quanto può cambiare, di volta in volta, l’ammontare della rata? In questo articolo approfondiremo in particolare il tasso BCE, spiegando di cosa si tratta e cosa vuol dire acquistare casa usufruendo di un mutuo basato su di esso.

Cos’è il tasso BCE

Come si può evincere, il tasso BCE è così chiamato proprio perché relativo alla Banca Centrale Europea. Esso infatti rappresenta il costo a cui l’istituto comunitario vende il proprio denaro alle banche nazionali dei vari Paesi UE che hanno carenza di liquidità; per tale motivo, viene detto tasso per le operazioni di rifinanziamento. Con la crisi del 2008 il tasso Euribor si è alzato incredibilmente e chi aveva stipulato un mutuo a tasso variabile si è visto aumentare in maniera davvero consistente le rate. Per ovviare a questo problema, è stato deciso di istituire mutui indicizzati al tasso refi (così viene chiamato il tasso BCE), più stabile rispetto al più comune Euribor. Se quest’ultimo viene rilevato giornalmente e subisce molte variazioni dovute proprio alla sua natura (si tratta infatti del tasso a cui le banche europee si vendono reciprocamente il denaro), il tasso BCE viene aggiornato su base mensile o in vista di alcune precise date, risultando quindi meno volatile.

BCE e mutui a tasso variabile

Il funzionamento di un mutuo con riferimento al tasso BCE è esattamente lo stesso di un qualsiasi altro mutuo a tasso variabile. Ciò vuol dire che al cambiamento del valore di tale tasso l’utente finale si vedrà modificato l’importo della rata da pagare. I mutui a tasso variabile sono in genere più convenienti di quelli a tasso fisso, tuttavia godono di minor favore da parte del pubblico a causa del rischio che comportano. L’investimento sul mattone prevede finanziamenti a lungo termine e l’oscillazione del mercato economico-finanziario e, di conseguenza, dei tassi di interesse potrebbe essere così ampia da gravare pesantemente sul consumatore.
Il vantaggio dei mutui indicizzati al tasso BCE è che subiscono meno cambiamenti, pur rimanendo convenienti rispetto a quelli a tasso fisso. Il valore, in termini assoluti, del tasso refi e dell’Euribor sono poi abbastanza comparabili. Ciò che spesso fa propendere più per quest’ultimo è però lo spread: spesso e volentieri il guadagno della banca cui ci si rivolge è nettamente superiore nel caso in cui si stipuli un mutuo con tasso BCE rispetto a quando se ne chiede uno indicizzato Euribor.
Se si vuole richiedere un mutuo a tasso variabile, è bene controllare preventivamente i cambiamenti subiti negli ultimi mesi o nell’ultimo anno sia dal tasso BCE che dall’Euribor, in modo da cercare di capire quale possa essere il più conveniente per la propria situazione, informandosi ovviamente anche sullo spread applicato dalle diverse banche e sulle previsioni circa future oscillazioni dei due tassi di riferimento.

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