Rogito: cos’è l’atto di pubblico di compravendita e cosa cambia con la legge 124/2017

rogito

Quando si decide di comprare casa vi sono una serie di formalità e di regole burocratiche da seguire, volte principalmente a tutelare compratore e venditore. Tra queste, troviamo il rogito – detto anche atto pubblico di compravendita. Scopriamo insieme di che si tratta e quali sono le novità, in vigore da settembre 2017, che lo riguardano.

Cos’è il rogito

Come accennato poco sopra, il rogito viene definito anche atto pubblico di compravendita. Questa dicitura indica proprio la natura della pratica: si tratta infatti di un contratto letto da un notaio, firmato da questi e da entrambe le parti coinvolte nella compravendita, che ufficializza legalmente il passaggio di proprietà dell’immobile. È in questa occasione, del resto, che viene erogato il saldo e che si cedono le chiavi della casa; se così non dovesse essere, nell’atto dovrà essere esplicitamente indicata la data in cui l’immobile sarà libero.
Nel documento vero e proprio andranno inseriti i dati dell’acquirente e del venditore, nonché quelli catastali relativi alla casa. Dovranno inoltre essere mostrati, se presenti, il contratto di compromesso e quello del mutuo, nonché una dichiarazione dell’amministratore condominiale che attesti eventuali debiti pregressi.
Questa operazione comporta ovviamente un costo abbastanza consistente, generalmente di alcune migliaia di euro, da elargire il giorno del rogito. Oltre all’onorario dovuto al notaio, è necessario pagare l’imposta di registro per la notifica dell’atto presso l’Agenzia delle Entrate, che varia in base alla destinazione d’uso dell’immobile, e l’IVA, in caso siano passati meno di quattro anni dal termine della costruzione o dalla ristrutturazione della casa. A dover pagare l’intera somma è in genere l’acquirente, che sceglie quindi anche il notaio cui affidarsi; ciò non toglie, tuttavia, che accordi interni tra le parti portano al pagamento e alla scelta del notaio da parte del venditore.

Tutele e rischi dell’atto di compravendita

Il rogito è l’atto notarile finale che sancisce il vero e proprio passaggio di proprietà. Tuttavia, non sempre le cose vanno come dovrebbero. Ad esempio, può accadere che chi vende l’immobile subisca improvvisamente un gravame – che può presentarsi sotto forma di pignoramento, sequestro, ipoteca o domanda giudiziale – nel periodo (di massimo 20 giorni) che intercorre tra la firma del rogito e l’ascrizione dell’atto presso i registri dell’Agenzia delle Entrate. Può accadere anche che questi non agisca in modo corretto e venda la casa a più persone, permettendo solo a chi per primo registrerà la compravendita di diventarne proprietario. Vi sono, infine, casi ancora più gravi, in cui i dati dell’immobile o persino quelli anagrafici di acquirente o venditore non sono veritieri. In questi casi sarà difficilissimo recuperare i soldi versati; per tale motivo è sempre bene agire con cautela al momento di fare un acquisto così importante.

Le ultime novità: la legge 124/2017 e il conto di deposito

Proprio per ovviare alle problematiche appena descritte, è entrata in vigore in questi giorni la legge 124/2017 che aggiunge una nuova tutela per il compratore. Se almeno una delle due parti lo richiede, il notaio dovrà tenere in custodia, per tutto il tempo che intercorre tra la firma del rogito e la trascrizione dell’atto presso l’Agenzia delle Entrate, la somma di denaro pari al saldo dell’acquisto, cosicché, se dovessero sorgere problemi, il compratore potrà vedersi restituito il denaro. Sebbene il rischio di frodi e incidenti di percorsi non sia azzerato, la nuova legge offre una tutela maggiore riguardo alla firma dell’atto notarile di compravendita.

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