Rinegoziazione mutuo: cos’è e cosa fare per richiederla

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Un mutuo è un impegno che ci si prende per 15, 20, persino 40 anni; è quindi più che lecito chiedersi quante cose possano cambiare in un lasso di tempo così ampio. Tra gli aspetti più comuni a cambiare vi è sicuramente la convenienza del finanziamento che si è stipulato. I tassi di interesse, infatti, variano col tempo e ciò che sembrava un buon affare al momento dell’acquisto dell’immobile potrebbe non esserlo più. Fortunatamente, vi è (più di) una soluzione per ovviare a questo inconveniente.

La rinegoziazione del mutuo: di cosa si tratta

Per migliorare le condizioni relative al proprio contratto di mutuo non è necessario cambiare banca. È possibile infatti che l’istituto di credito cui ci si è affidati tempo fa proponga termini più vantaggiosi o che si voglia chiedere un alleggerimento della rata a seguito di un periodo di difficoltà economica. Con la rinegoziazione è possibile modificare la durata del piano di ammortamento, passare da un tasso fisso ad uno variabile e viceversa, ottenere uno spread più vantaggioso, ridurre le spese periodiche: insomma, praticamente tutte le condizioni principali possono essere modificate con questa opzione.

I costi, le modalità e le tempistiche per rinegoziare il proprio mutuo

Tra gli indubbi vantaggi di procedere con la rinegoziazione vi è quello della sua completa gratuità. Del resto, non si tratta di stipulare un nuovo contratto, che comporterebbe chiusura e riapertura dell’ipoteca, spese di istruttoria e molta più burocrazia, ma soltanto di una revisione delle condizioni del proprio accordo. Ciò significa che gli eventuali benefici fiscali che si erano ottenuti non andranno persi e che il mutuo originario non va estinto. Va inoltre segnalato che, almeno a livello teorico, è possibile rinegoziare il mutuo ogniqualvolta si ritenga necessario.
Anche per ciò che riguarda le modalità di richiesta non vi sono procedure complesse. Per chiedere di iniziare l’iter, è sufficiente scrivere alla banca cosa si vuole modificare nello specifico ed inviare la proposta tramite raccomandata con ricevuta di ritorno; l’accordo, infatti, avviene interamente per scrittura privata. L’istituto di credito è obbligato a dare una risposta ma, ahimè, ha tutto il diritto di rifiutare la richiesta. Non si può in effetti negare che le banche non sono poi così propense a rinegoziare i propri mutui – questa è una procedura accettata più che altro nei casi in cui ci sia un alto rischio che il mutuatario non riesca più a sostenerne il rimborso oppure, al contrario, quando un buon pagatore ha già diversi preventivi di surroga in mano. Supponendo che la richiesta di riconsiderazione venga accettata, comunque, bisognerà attendere da uno a tre o quattro mesi in media affinché gli effetti della rinegoziazione siano attuati. Un ultimo aspetto che può risultare svantaggioso è che spesso la banca, anche quando accetta la richiesta di rinegoziazione, abbassa effettivamente il tasso di interesse, ma non fino ai livelli di mercato più bassi. Per tale motivo, molti preferiscono in ogni caso la surroga, poiché, a parità di (non) costi, permette di ottenere un nuovo mutuo a tassi ancora più vantaggiosi.

Le soluzioni alternative

Come abbiamo appena accennato, vi sono delle alternative alla rinegoziazione, che, a seconda dei casi, risultano più convenienti. Parliamo infatti della surroga, ovvero della stipula di un mutuo sostitutivo con una banca diversa da quella attuale, che permette di avere condizioni più vantaggiose senza che si paghino costi relativi all’estinzione del vecchio contratto o all’accensione di quello nuovo. Oltre ad essa, è possibile procedere con la sostituzione, che invece prevede la chiusura del vecchio mutuo in favore di uno nuovo. Sebbene in questo caso vi siano tutti i costi notarili e di avvio pratica, questa è l’unica soluzione nel caso si abbia anche la necessità di ulteriore liquidità.

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