Reclamo in banca, come si contesta un mutuo

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A volte può capitare che una banca possa richiedere interessi fuori standard o spese extra sull’accensione di un mutuo rispetto a quelle solitamente previste. Ce se ne accorge leggendo il modulo SECCI e confrontando quanto previsto con le condizioni dichiarate e gli standard praticati dalle altre banche. In tutti questi casi il cliente può effettuare una contestazione. Va evidenziato, però, che spesso alcuni problemi nascono da una lettura poco attenta del contratto del mutuo. Dunque, prima di sottoscrivere un finanziamento è sempre bene leggere con molta attenzione il contratto per evitare sorprese successivamente.

Contestazione per il mutuo: alcuni esempi

Quando si stipula un mutuo, si può scegliere se sottoscriverlo con tassi fissi o tassi variabili. Nei mutui a tasso fisso, solitamente non ci sono sorprese perché gli interessi sono calcolati prima della sottoscrizione del contratto e rimangono fissi sino alla fine. Eventuali sorprese possono arrivare sui mutui a tasso variabile. Come fa ben intuire il nome, trattasi di mutui in cui gli interessi delle rate variano a seconda di alcuni criteri. Ed è qui che possono nascere le contestazioni. Se il cliente dovesse ravvisare l’applicazione di interessi al di sopra degli standard, può provare a fare un reclamo.

Ovviamente non è il cliente a decidere se il tasso d’interesse è scorretto. I tassi sono fuori standard se superano gli standard ufficiali fissati dalla Banca Centrale Europea e che sono consultabili sul sito della Banca d’Italia.

Alcune irregolarità possono sopraggiungere anche nel caso il cliente si accorga di eventuali spese extra. I mutui prevedono alcuni costi accessori ma eventuali addebiti per istruttorie per valutare la domanda di un mutuo, costi per la produzione di certificati come lo stato di famiglia ed altro sono considerati costi extra se non specificati all’interno del contratto.

Contestazione per il mutuo, come si procede

Se il cliente dovesse aver rilevato alcune irregolarità come i tassi oltre alla norma e spese extra non previste e in numero superiore rispetto a quelle normalmente applicate, può effettuare un reclamo, contestando il finanziamento. Il procedimento è abbastanza semplice e prevede il rispetto solamente di alcune procedure.

Se l’importo da contestare non supera i 100 mila euro, i clienti possono sfruttare i sistemi di risoluzione alternativa delle controversie tra banca e cliente. Ci si può appellare, dunque, all’Arbitro Bancario e Finanziario, cioè un organismo privato con giudici terzi ed imparziali che si occupa di transigere i conflitti tra le parti. A questo organismo ci si può appellare solamente se, entro 30 giorni dall’invio di una lettera di reclamo alla banca, il cliente non ottiene alcuna risposta.

La procedura non è gratuita, ma i costi di reclamo sono nettamente inferiori a quelli di una tradizionale causa bancaria. Il procedimento è anche molto rapido ma tutto dipende dalle prove che il cliente porterà per dimostrare le irregolarità della sua banca. Ovviamente non esiste solamente questa strada. I clienti di una banca possono anche rivolgersi ad altri istituti di mediazione o tentare una conciliazione provando a parlare direttamente con un funzionario della banca che si occupa di gestire i reclami.

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