Imposta ipotecaria: i costi e quando pagarla

imposta ipotecaria

Per comprendere fino in fondo cos’è l’imposta ipotecaria, bisogna ricordare che questa tassa si versa in alcune circostanze specifiche. Per esempio deve essere pagata in caso di trascrizione, di rettifica o di cancellazione sui registri immobiliari soprattutto nelle situazioni di trasferimento di un immobile. Quindi rientrano nell’imposta ipotecaria la donazione, la successione o la vendita. In queste occasioni si deve pagare anche l’imposta catastale. Tutte e due sono delle tasse indirette, perché sono incentrate sul valore dell’immobile e non riguardano il reddito dell’individuo. Può essere applicata anche in caso di mutuo ipotecario e corrisponde allo 0,25% dell’importo concesso per la prima casa o al 2% del finanziamento ricevuto per la seconda casa.

I costi della tassa ipotecaria

L’aliquota dell’imposta ipotecaria si differenzia a seconda delle situazioni e in base soprattutto al tipo di immobile preso in considerazione. Possiamo avere i seguenti casi:

  • 50 euro per l’acquisto di immobili adibiti a prima casa e che non sono di lusso. In particolare gli edifici devono rientrare nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;
  • 50 euro anche quando un soggetto privato acquista immobili che non sono utilizzati come prima casa, quindi anche come seconda e terza casa;
  • 200 euro se un’impresa acquista un immobile che rappresenta una prima casa;
  • 200 euro per la donazione o la successione, se l’immobile rappresenta una prima casa;
  • 2% del valore catastale in tutte le altre situazioni. Il 2% si applica al valore catastale dell’immobile o anche ad un terreno agricolo.

Come pagare l’imposta ipotecaria

L’imposta ipotecaria può essere pagata da acquirenti, beneficiari ed eredi attraverso la compilazione del modello F23. Si deve indicare il codice tributo 649T. Si può anche utilizzare il modello F24 e in questo caso deve essere specificato il codice tributo 1530.

Nelle situazioni in cui è previsto il pagamento anche dell’imposta di registro, si utilizza lo stesso modello, versando l’importo complessivo. Di solito è comunque il notaio che si occupa del trasferimento a provvedere al pagamento delle imposte. Poi i costi vengono compresi nella parcella finale. Chiaramente il cliente dovrebbe farsi consegnare dal notaio la ricevuta di pagamento, per conservarla.

Le sanzioni

Se il trasferimento non viene trascritto sul registro immobiliare, il soggetto può incorrere in delle sanzioni. Queste ultime vengono applicate con una multa che va dal 100% fino al 200% dell’imposta. La multa può andare nello specifico da un minimo di 100 euro ad un massimo di 2000 euro, se non si provvede alle trascrizioni su cui è dovuta l’imposta fissa, di quelle non soggette ad imposta e anche per i casi in cui l’imposta è già stata versata entro la scadenza, ma si è omessa la trascrizione.

La sanzione può variare anche in base al cosiddetto ravvedimento operoso. Più aumenta il tempo di ritardo, più viene incrementato il costo della sanzione.

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