Estinzione parziale del mutuo: quando conviene e perché

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Quando si stipula un mutuo, ci si augura sempre che duri il meno possibile. Spesso, ahimè, non è così. Può capitare tuttavia che, grazie ad una liquidazione, ad un’eredità o ad una somma risparmiata col tempo si sia in grado di rimborsare, in tutto o in parte, il debito contratto. Questa soluzione è detta estinzione anticipata. Capiamo allora di cosa si tratta e qual è il momento migliore, compatibilmente con le proprie possibilità, di approfittarne.

Cos’è l’estinzione anticipata del mutuo

Come si può evincere, l’estinzione anticipata del mutuo consiste nell’erogazione di una somma che vada a coprire una percentuale relativamente consistente del finanziamento in corso. Essa può andare a rimborsare una parte del mutuo (la cosiddetta estinzione parziale) oppure può estinguerlo completamente (estinzione totale). Per procedere con l’operazione, è sufficiente compilare l’atto notorio (o la dichiarazione sostitutiva di quest’ultimo) e depositarlo in banca.

Quando è possibile fare l’estinzione parziale

Tecnicamente è sempre possibile estinguere anticipatamente, in maniera totale o solo in parte, il proprio mutuo. Vi sono però delle limitazioni che riguardano principalmente condizioni imposte dalla banca e il momento più appropriato per trarre il maggior profitto dall’operazione.
Per ciò che riguarda il primo, è probabile in effetti che l’istituto di credito si rifiuti di accettare il pagamento prima che siano decorsi i primi 18 mesi del finanziamento. Questo perché altrimenti il mutuo non risulta fondiario e la banca, concedendo l’estinzione, anche parziale, potrebbe incorrere in equivoci di carattere legale o amministrativo. Purtroppo, non ci sono molte soluzioni alternative se la finanziaria rifiuta di incassare il denaro.
Nel caso in cui la banca accetti, è bene comunque ragionare a priori sulla convenienza dell’operazione. Ovviamente è sempre consigliabile cercare di alleggerire il proprio debito, ma bisogna prestare attenzione alla modalità con cui lo si fa. Dal contratto, infatti, è possibile capire se la banca concederà esclusivamente la rimodulazione dell’importo della rata oppure se propone il cambio di durata del piano di ammortamento. In quest’ultimo caso è facile che il tasso di interesse inizialmente stipulato vada a cambiare in funzione dell’accorciamento del rimborso: è qui che probabilmente si potrà perdere parte del guadagno ottenuto con l’estinzione parziale del mutuo. Il consiglio, quindi, è quello di calcolare prima quanti interessi andranno eventualmente pagati.
Un ultimo suggerimento: se, come spesso accade in Italia, il mutuo stipulato prevede un piano di ammortamento alla francese, con una quota di interessi più alta all’inizio e quasi inesistente negli ultimi anni, l’estinzione parziale andrebbe effettuata nella prima metà del periodo, in modo da rimborsare più interessi possibile.

Penale sì o no?

Quanto costa la procedura di estinzione parziale? Nulla. Il Decreto Legge 07/2007, detto decreto Bersani, ha infatti abolito le penali di estinzione parziale o totale sui mutui. Purtroppo, però, chi ha stipulato un mutuo prima di febbraio 2007 non rientra nella nuova normativa e sarà costretto a pagare una penale per il rimborso anticipato del finanziamento. Fortunatamente, però, le percentuali della penale sono state abbassate grazie all’accordo tra ABI e Associazioni dei consumatori e risultano ora proporzionali agli anni mancanti alla fine naturale del piano di ammortamento.
Con un mutuo a tasso fisso, si dovrà corrispondere una penale dell’1,90% per tutte le estinzioni entro la prima metà del finanziamento; la percentuale scende all’1,50% se si è superata la metà ma mancano più di tre anni alla fine dell’ammortamento, fino a diventare dello 0,20%, per chi estingue il mutuo al terzultimo anno, e a sparire, se si procede negli ultimi due anni.
Per chi ha contratto un mutuo a tasso variabile, gli scaglioni sono meno numerosi: il cliente deve versare lo 0,50% nel caso manchino più di tre anni al termine o lo 0,20% se sono più di due; anche in questo caso, se il piano di rimborso terminerebbe comunque prima dei due anni, non è dovuta alcuna penale.

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