Spese di istruttoria sui finanziamenti: a quanto ammontano?

spese di istruttoria

Quando si chiede un prestito o un mutuo, bisogna prestare molta attenzione alle cosiddette spese accessorie, che vanno a incidere – insieme ai famigerati tassi di interesse TAN e TAEG – sull’importo delle rate da rimborsare alla banca o alla finanziaria.
Tra queste spese accessorie ci sono anche le spese di istruttoria, cioè quelle spese che la banca sostiene per impostare la pratica di finanziamento e sono connesse allo studio dei documenti necessari e all’analisi del profilo reddituale e patrimoniale del richiedente. Nel caso di un mutuo per l’acquisto di un immobile, le spese di istruttoria comprendono anche le spese notarili e le coperture obbligatorie incendio e scoppio. Vengono infine comprese in questa voce anche le spese che la banca sostiene per la valutazione dell’immobile da parte di un perito.
Le spese di istruttoria non sono obbligatorie (ciascuna banca può decidere se applicarle o meno) e possono quindi variare da 0 € a diverse centinaia di euro, in funzione dell’importo del finanziamento. Allo stesso modo, ogni banca o finanziaria può stabilire la percentuale delle spese di istruttoria sull’ammontare del finanziamento. Generalmente, quando si tratta di un prestito, la percentuale è di circa l’1% del capitale finanziato.
Le spese di istruttoria, da non confondere con l’imposta di bollo da 16 euro (che è un’imposta da versare allo Stato), vengono solitamente rimborsate con la prima rata del finanziamento o del mutuo in un’unica soluzione. Tuttavia può anche verificarsi la loro distribuzione dilazionata su tutta la durata del rimborso.
Le spese di istruttoria non sempre vengono indicate nelle comunicazioni fornite dalla banca o dalla finanziaria (contratto e successive comunicazioni di legge) con questa dicitura. Talvolta vengono addebitate sugli estratti conto o sulle richieste di pagamento come generiche spese accessorie. Per evitare spiacevoli sorprese, quando ci si appresta a sottoscrivere un contratto di finanziamento, è quindi buona prassi prestare attenzione a tutto quanto è riportato sul foglio informativo – che contiene informazioni sull’intermediario, sulle condizioni, sulle principali caratteristiche e i rischi tipici dell’operazione o del servizio offerto e, soprattutto, su tutti gli elementi relativi alle condizioni economiche dell’offerta (tassi, costi, eventuali penali, spese accessorie) e al costo complessivo del prodotto o servizio – e sul documento di sintesi delle principali condizioni.
Tra queste voci, il TAEG (Tasso Annuale Effettivo Globale) e l’ISC (Indicatore Sintetico di Costo) indicano il costo complessivo del prodotto in percentuale (da intendersi su base annua). Entrambi gli indicatori sono quantificati secondo norme predefinite dalla relativa disciplina e comuni a tutti gli intermediari.
Si tratta però sempre di elementi indicativi proprio perché comprendono solo alcuni dei costi che potrebbero incidere sulla somma da rimborsare (parliamo quindi di costi variabili, come quelli riguardo all’andamento dei tassi o a servizi e operazioni specifici). Come indica anche Bankitalia quindi, è buona abitudine controllare sempre nei documenti informativi (ad esempio sotto la voce “altre condizioni economiche”)

“in che misura e quali ulteriori elementi di costo possono essere addebitati in relazione alla specifica tipologia di prodotto offerto o alle esigenze operative del singolo cliente”.

Per rendere più facilmente comprensibile quale potrebbe essere il costo complessivo che grava sul prodotto o sul servizio, che potrebbe dunque risultare superiore a quello indicato dal TAEG o dall’ISC, i fogli informativi devono riportare un prospetto delle principali condizioni economiche per le voci di costo fisse e variabili considerate nel calcolo di tali indicatori (ad es. canone annuo o costo di specifici servizi per il conto corrente, tassi di interesse nominali per i mutui, i finanziamenti) e le altre voci di spesa (ad esempio spese di istruttoria della pratica, di apertura del conto, di riscossione della rata). Il cliente ha inoltre diritto a ricevere un esempio di calcolo dell’ ISC.

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