Tassi di ingresso di un mutuo: come funzionano

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Il mondo dei mutui è molto vasto e con la liberalizzazione di questo mercato le banche e le finanziarie propongono prodotti molto differenti e variegati, alcuni anche con specifiche agevolazioni. All’interno di alcune proposte di mutuo è facile imbattersi nel così detto tasso d’ingresso che non deve essere confuso con il tasso reale del finanziamento.

Tasso d’ingresso di un mutuo: cos’è

Trattasi, banalmente, di un tasso di interesse agevolato valido solamente per un breve periodo, solitamente per 12 mesi. Le banche offrono questi generi di interessi soprattutto all’interno dei mutui dedicati alle famiglie ed alle giovani coppie per fare in modo che il primo periodo di ammortamento del finanziamento sia più leggero visto che molto spesso, oltre all’acquisto delle case, i richiedenti devono mettere mano al budget famigliare per lavori di ristrutturazione e per l’acquisto di mobili.

Trascorso questo periodo a tasso agevolato, le banche tornano ad utilizzare il tasso di interesse di regime, cioè quello standard previsto dal contratto di mutuo. Il tasso di ingresso è quindi un bonus importante che permette di respirare un po’, economicamente parlando, nel primo periodo, quando le spese possono accumularsi. Tuttavia, questo tasso agevolato non è un preciso indicatore sulla convenienza di uno specifico mutuo proposto da una banca.

La sostenibilità del mutuo dovrà, quindi, essere valutata in base al tasso di regime. Il tasso di ingresso è un regalo, un bonus e non deve essere considerato un parametro valido sulla bontà di un mutuo in quanto il tasso di regime potrà essere ben differente.

Per valutare correttamente la validità di un finanziamento è necessario valutare ben altri parametri come il TAEG che permette di calcolare con precisione i costi effettivi a cui si andrà in contro sottoscrivendo uno specifico mutuo. Per capire meglio l’importanza della valutazione del tasso di regime e la poca rilevanza del tasso d’ingresso è utile fare un semplice esempio.

Ipotizzando un mutuo con tasso di ingresso all’1,3% per i primi tre mesi e con un tasso di regime del 3% dal quarto mese in poi, questo pacchetto finanziario sarà meno conveniente di un mutuo con tasso di ingresso al 2% per i primi tre mesi ma poi con un tasso a regime del 2,5% per tutte le restanti rate.

Il secondo mutuo sarà quindi da preferirsi anche se il tasso di ingresso è più alto, questo perché il tasso di regime è più basso di quello del primo esempio e quindi nel lungo periodo peserà di meno sulle tasche dei consumatori.

Per scegliere il mutuo giusto è dunque importante prestare bene attenzione a tutti i parametri dei contratti senza lasciarsi attrarre troppo da eventuali bonus offerti solamente per pochi mesi. Prima di scegliere la banca con cui stipulare un contratto di mutuo è importante farsi fare più preventivi da più istituti finanziari per trovare la soluzione migliore in base alle proprie esigenze, prestando molta attenzione alle condizioni economiche e pesando correttamente il valore degli interessi reali che faranno la differenza sulla sostenibilità del finanziamento nel tempo.

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